Bellagio Festival | Promo Bellagio... La perla del Lago di Como

Bellagio Festival

Fri, 27/06/2014 - 19:00 to 21:00

 

 

GRANDE MUSICA SUL LARIO in collaborazione con BCC LEZZENO

Venerdì 27 giugno 2014, ore 21 – Chiesa di San Giovanni

Valentina Iacono, soprano – Giorgio Benati, organo

(Organo Giuseppe De Simoni – Carrera 1862)

Ingresso libero

 

Pedro de Araujo: Batalha de 6. Tom

Giovanni Battista Pergolesi: Cujus Animam (dallo Stabat Mater)

Girolamo Pera: Sonata per la Tromba, Sonata per il Flauto

Gioacchino Rossini: O Salutaris Hostia (dalla Petite messe solennelle)

Gaetano Valerj: Siciliana (“Adagio – Principali e voce umana”)

César Franck: Panis Angelicus (dalla Messe solennelle)

Giuseppe Verdi: Un Ballo in Maschera (5 Pezzi dell’opera ridotti e variati per l’organo” da Carlo Fumagalli, op. 235)

Charles Gounod: Parce Domine

Eugenio Pozzoli: Marcia per dopo la Messa (1883)

 

Organo Giuseppe De Simoni – Carrera 1862

(Restaurato dai fratelli Piccinelli di Ponteranica (BG) nel 1965)

 

Valentina Iacono. Conseguita la maturità classica, intraprende gli studi musicali a Catania. Nel 2008 si diploma in Canto Lirico, presso il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Caltanissetta, sotto la guida del Baritono Carmelo Corrado Caruso, suo attuale insegnante. Nel 2009 ha partecipato al Laboratorio lirico tenuto a Firenze dal M° L. De Lisi su “Le nozze di Figaro” sostenendo il ruolo della Contessa D’Almaviva; Nel 2010, sempre a Firenze, con la Florence Symphonietta ha debuttato il ruolo di Donna Elvira, nel Don Giovanni di Mozart, sotto il coordinamento musicale del M° P. Bellugi. Nel settembre 2011, vince la “V edizione del Premio Lirica sotto le stelle”, con un premio speciale per “La giovane promessa”, organizzato dall’Associazione Musicale G. Rossini. Nel Dicembre 2011 si classifica terza al Concorso Lirico Internazionale “Voci del Mediterraneo”. Nel Marzo 2012, consegue il Primo premio Assoluto, nella categoria Canto Lirico, al Concorso “Porta le tue Note sul Palco”. Ha seguito numerosi corsi di perfezionamento, vanno ricordati quello tenuto con Giovanna Casolla, Renato Bruson, Gregory Kunde, Lella Cuberli e G. Zappa. Si è già esibita su alcuni palcoscenici e ha tenuto vari concerti di musica liederistica e sacra.

 

Giorgio Benati, musicista italiano, è nato nel 1953. Diplomatosi in Organo e Composizione Organista al Conservatorio Statale di Musica “E. F. Dall’Abaco” di Verona (Renzo Buja) ha poi effettuato studi di Clavicembalo al Conservatorio di Milano (Emilia Fadini) e di Composizione al Conservatorio di Verona (Antonio Zanon). Si è poi perfezionato sui vari aspetti della letteratura organistica con Anton Heiller, Ton Koopman e Jean Langlais. Nel 1980, dopo una decennale e significativa attività concertistica internazionale, a soli 27 anni è docente di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio Statale di Musica “A. Pedrollo” di Vicenza. Incarico poi proseguito nei Conservatori di Musica di Darfo Boario Terme (BS), Campobasso e Piacenza. Dal 1994 è Titolare della Cattedra di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio Statale di Musica “Luca Marenzio” di Brescia. A partire dal 1989 si è dedicato anche all’altro suo grande interesse musicale, il teatro lirico, ricoprendo l’incarico di vice direttore artistico al Teatro La Fenice di Venezia e, successivamente, di consigliere di amministrazione della Fondazione Arena di Verona. Molto importante, in questo particolare settore, è stata la possibilità di poter lavorare per molti anni fianco a fianco con il maestro Francesco Siciliani, figura fra le più significative del mondo musicale italiano e per il quale nutre ampia riconoscenza e gratitudine. Come organista si è esibito nei più importanti e prestigiosi Festival organistici internazionali: Parigi (Notre-Dame), Berlino, Salisburgo, Vienna, Linz, Stoccolma, Monaco di Baviera, Madrid, Barcelona, Zaragoza, Lisbona, Budapest, Bucarest, Mosca, Praga, Varsavia, Cracovia, Tripoli, New York e in molte città italiane. Ha un repertorio molto vasto che comprende sia la letteratura organistica solistica (antica, romantica e moderna) sia con l’orchestra o con varie formazioni in duo con pianoforte, tromba, flauto, voce e per due organi. Ha fatto parte di alcune Giurie di Canto di importanti Concorsi Internazionali, fra i quali il Placido Domingo Operalia e il Viotti-Valsesia. Assieme ad Emilia Fadini (figura fondamentale per gli insegnamenti del mondo musicale antico e per i pregevoli aspetti umani e culturali, alla quale è perennemente riconoscente e grato) e ad altri colleghi frequentanti la Classe di Clavicembalo al Conservatorio Statale di Musica “G. Verdi” di Milano, ha pubblicato un libro su “Appunti per un’analisi retorica della musica per tastiera del primo Seicento” frutto di un lungo e approfondito lavoro comune di ricerca, studio e analisi. Dopo una lunga assenza dalle scene concertistiche per essersi dedicato interamente al teatro lirico, nel 2011 ha ripreso l’attività concertistica esibendosi a Milano, Verona, Brescia, Teramo, Parma. Il 31 agosto 2013 ha inaugurato il restaurato Organo “Bossi” (sec. XIX) della Basilica di San Giacomo in Bellagio, nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Festival di Bellagio 2013. Alcune sue composizioni sono state recentemente eseguite al Conservatorio di Brescia: una lirica per voce e pianoforte su testo di Paul Verlaine, una Sonata per flauto solo e un Quartetto d’archi. Si dedica anche all’attività di conferenziere, di cui fra le recenti: “Franz Liszt fra organo e musica sacra”, “Il Pelléas et Mélisande di Claude Debussy”, “D’Annunzio e la musica” con conferenze tenute a Brescia, Verona e Cortina d’Ampezzo (nell’ambito della prestigiosa rassegna “Una montagna di libri”).

 

San Giovanni è una frazione del Comune di Bellagio (CO). La frazione è situata 2 km a Sud-Ovest dal centro storico di Bellagio e si affaccia sulla riva occidentale del Lago di Como. 

Nella Chiesa della frazione di San Giovanni è custodito un pregevole organo costruito da Giuseppe De Simoni – Carrera di Legnano nel 1862. 

Lo strumento, oggi ben conservato anche grazie all’intervento di restauro effettuato dai fratelli Piccinelli di Ponteranica (BG) nel 1965, è uno dei pochi rimasti a documentare l’attività di una delle più prestigiose ditte organarie attive in Lombardia nel XIX secolo, la casa organaria Carrera.

La ditta Carrera, infatti, venne fondata nel XVIII secolo da Giovanni Maria Carrera (Canegrate, Milano, 21 settembre 1753 – Legnano, 12 febbraio 1818), della cui attività si conosce soltanto qualche sporadico intervento nell’area legnanese. Il capostipite fu invece il nipote di Giovanni Maria, Girolamo Carrera (Canegrate, 21 maggio 1796 – Legnano, 8 giugno 1863) il quale, con i fratelli Giuseppe e Carlo Carrera, costruì organi di assoluto valore, tanto da conquistarsi l’ammirazione dei maggiori organari e organisti del momento. 

Antonio De Simoni (Cerano, Milano, 27 giugno 1826 – Legnano, 1896), a cui si deve la costruzione dell’organo di San Giovanni di Bellagio, è il nipote prediletto nelle cui mani Girolamo Carrera volle consegnare i segreti della nobile arte. Con la morte di Antonio De Simoni – Carrera, avvenuta in un periodo in cui l’arte organaria italiana viveva uno dei più forti periodi di transizione, si chiuse una delle più valide case costruttrici di organi in Lombardia. 

La costruzione dell’organo nella chiesa di San Giovanni in Bellagio è documentata da un carteggio conservato nel locale archivio parrocchiale. Ha avuto inizio con la stipula del contratto che prevedeva in prima battuta la realizzazione di un organo con 689 canne per il costo di 8 mila lire; in un secondo momento si stabilì – fuori contratto – di apportarvi alcune “migliorie” per l’ammontare di 1.780 lire. 

Nel restauro, effettuato nel 1965 (l’organo di San Giovanni di Bellagio è uno dei primi strumenti restaurati in provincia di Como), se ne recuperò la fisionomia originale mantenendo, però, anche alcune aggiunte effettuate in epoche più recenti (come, ad esempio, la voce celeste) senza recuperare tuttavia alcuni registri tipici dell’arte dei Carrera. Da un esame del contratto originario si rileva infatti la presenza di «un altro violino», di una «viola bassi di stagno», entrambi «di particolare invenzione della ditta», di un «flauto terzetto» dei quali oggi non si trova più traccia. 

Tuttavia l’organo oggi si trova in buone condizioni ed è da considerarsi uno dei più interessanti delle chiese del comasco.

 

 

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