Vetro soffiato | Promo Bellagio... La perla del Lago di Como

Vetro soffiato

Il mediterraneo ed i principali Paesi cattolici come l’Italia, la Francia e la Spagna sono stati lenti nel adottare l’albero di Natale come decorazione natalizia. La loro preferenza è sempre stata per le più o meno lavorate rappresentazioni della natività, il tradizionale presepe che ancora oggi troviamo in molte case di questi Paesi.

L’albero di natale ha invece preso piede da subito nei Paesi freddi del Nord Europa e di religione protestante e la sua diffusione la si fa risalire a dopo la seconda guerra mondiale. 

Per l’ Italia era considerata relativamente nuova la produzione di ornamenti e decorazioni natalizie che poi sono diventate però oggetto di collezione ed esempio per il mestiere dei soffiatori. 

 

L’Italia ha prodotto vetro a Venezia e a Murano per molti secoli con tecniche che gli sono state tramandate dall'antica Grecia e dal Egitto. I calici, le sculture, i diversi oggetti in vetro sono stati soffiati, e ancora oggi continuano a formarsi da masse solide di vetro fuso. Fu quindi solo dopo la fine della guerra, negli anni quaranta, che questa tradizione tedesca cominciò a manifestarsi in Italia e solo nelle regioni del nord soprattutto in Lombardia e sul Lago di Como quando alla fine della guerra, l’imprenditore tedesco Karl Becker, lascia il suo paese natale per trasferirsi nel soleggiato Lago di Como sul confine con la Svizzera. Li iniziò la sua attività, la ditta Florida, che produceva alberi di natale artificiali e ghirlande. Nello stesso momento, le soffierie in difficoltà che sino ad allora avevano prodotto oggetti in vetro per  la cucina e bottiglie di vino adattano le loro competenze per fornire il signor Becker con ornamenti in vetro. 

 

Grazie alla diminuzione di questa tecnica della soffiatura del vetro in Germania l’Italia poté ingrandire la sua produzione. Alcuni dei primi pezzi prodotti però, come per esempio le cicogne, gli elefanti e la foca da circo con la palla posta sulla punta del nasino li troviamo nei cataloghi tedeschi dei primi anni 30. Non ci volle molto e subito i soffiatori italiani furono capaci di trovare il loro stile. Negli anni 50, come oggi, migliaia delle loro creazioni furono esportate in America. Considerati già allora pezzi unici furono venduti solo in negozi di souvenir di lusso e grandi magazzini esclusivi. I bambini degli anni 50 potevano trovare diverse figure della storia di Peter Pan o miniature di Sputnik appesi ai loro alberi, così come decorazioni che rappresentavano Topolino o Paperino. Nel anni 60 sono state immortalate figure come quella di Charlie Brown, i Beatles, e creazioni ispirate alla Pantera Rosa. Ogni pezzo è stato singolarmente soffiato senza l'aiuto di uno stampo atto a guidare il soffiatore. 

 

Per questo motivo solo il più abile dei soffiatori di vetro è in grado di dominare queste forme, mentre in Germania, gli artigiani di vetro potevano contare su un ricco numero di stampi, da cui ricavare ornamenti più economici perché creati con una maggiore facilità tecnica. 

 

Il vero segreto per creare gli ornamenti figurativi italiani si trova in un processo noto come ri-cottura. In primo luogo, il soffiatore del vetro, con vetro pyrex, crea il corpo cavo principale degli ornamenti da un tubo di vetro, poi il soffiatore riscalda un'asta separata solida di vetro e la collega in punti appropriati in modo da formare braccia, gambe, mani, piedi, manopole o code. Quando questo punto di giunzione è super riscaldato, soffiando dell'aria attraverso il corpo principale l’aria passa direttamente attraverso il nuovo segmento creando così un braccio cavo o gamba che è permanentemente unito al corpo.

 

A Bellagio c'è sicuramnete un'antica tradizione di vetro soffiato...

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